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2002
un'odissea
marziana

I cinquantenari...

...se il 2001 segna il cinquantenario della fine delle riviste pulp americane è anche vero che il 2002 segna il cinquantenario del fenomeno unico nel panorama dell'editoria sf italiana: URANIA. Questo sarà argomento, insieme ad altro, di uno degli Incontri previsto nella Italcon 28-Deepcon 3 che si terrà a Fiuggi nel Marzo 2002 - il programma completo delle giornate è disponibile Sul Corriere della fantascienza e sul sito dell'Italcon -. Inoltre due mostre celebrative, dedicate alla Storia dell'editoria di fantascienza, a cura di Riccardo Valla, e alla Storia del fandom italiano, questa volta a cura di Vittorio Curtoni e Andrea Jarok. Sotto riportiamo il notevole contributo di Riccardo Valla per i testi della mostra tenutasi all'Italcon 2001 di Torino e ripresa per il Festival del Film di Fantascienza di Trieste, settembre 2001. Quest'anno dovrebbe essere la volta di "Perché gli autori stranieri conquistarono il mercato italiano."




 
I 75 anni di
Amazing Stories
a cura di
Riccardo Valla

I 75 anni di "Amazing Stories" e i grandi pulp americani di fantascienza

Esattamente 25 anni fa, nell'ambito del XIV Festival Internazionale del Film di Fantascienza, Pierre Versins allestì nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, la mostra "L'Era dei 'pulp' americani di fantascienza" (10-24 luglio 1976), in cui, per la prima volta in Italia, veniva presentata una vasta panoramica dell'illustrazione di copertina di queste riviste americane. Scrittore, autore della fondamentale Enciclopedia dell'utopia, dei viaggi straordinari della science-fiction (1972), fondatore del più importante museo europeo su questi temi, la Maison d'Ailleurs, nel 2001 Versins ci ha lasciato e ci è parso giusto dedicare a lui l'esposizione, che si è tenuta nello stesso luogo della sua, il castello di San Giusto di Trieste.
L'occasione che ci ha spinto a ritornare sul tema dei pulp americani di fantascienza è la curiosa combinazione per cui l'anno fantascientifico per eccellenza, il 2001, è anche il cinquantenario della fine di queste riviste, sostituite da pubblicazioni di formato più piccolo e dai romanzi tascabili e il settantacinquesimo anno dalla comparsa della prima rivista di fantascienza, che iniziò le pubblicazioni nell'aprile 1926. Con questa rivista si affermava anche il tipo di fantascienza oggi più diffuso, ossia quello delle astronavi e delle grandi macchine, dei viaggi nel passato e nel futuro, degli uomini artificiali, dei computer e degli alieni: fu proprio il gruppo di persone che stava nella redazione di "Amazing" a spingere verso la "profezia scientifica" le storie che a quell'epoca venivano etichettate in vario modo: "viaggi straordinari" quelle ispirate a Jules Verne, "romantico interplanetario" quelle che presentavano avventure tra gli abitanti di altri pianeti, "romantico scientifico" quelle ispirate a H. G. Wells o semplicemente "storie differenti".
In questo passaggio da storie semplicemente "meravigliose" a storie fantastiche di tipo scientifico, l'influenza predominante è quella di Hugo Gernsback, il "padre della fantascienza americana", che oltre a essere un appassionato dei romanzi di Jules Verne e ad essersi varie volte cimentato in storie alla maniera di Verne, era un pioniere della radio commerciale e in quegli anni era a capo di una delle prime radio commerciali e di una casa editrice che pubblicava riviste di divulgazione scientifica. Gernsback HugoGrazie alle sue riviste, all'inizio degli anni 1920, Gernsback disponeva di una squadra di collaboratori adatta a pubblicare una rivista di quel genere, e tra questi collaboratori spiccano il suo vicedirettore T. O'Connor Sloane, professore di chimica, inventore, autore di un testo scolastico fondamentale su questa materia, e soprattutto il suo direttore artistico, l'architetto e illustratore Frank R. Paul. Quest'ultimo, grazie alle sue copertine, portò allo sviluppo di una fantascienza orientata verso le grandi architetture e le grandi macchine: si può dire che in meno di cinque anni, la rivista passò da Verne alle guerre stellari e alle astronavi di Buck Rogers.
Nel 1929, a causa del fallimento della sua stazione radiofonica, Gernsback cedette Amazing a un altro editore, ma tornò presto nelle edicole con una nuova rivista, "Wonder Stories", che riprendeva il formato e l'aspetto di "Amazing". Come si vede dai fascicoli in mostra, c'è comunque un filo conduttore tra divulgazione scientifica ("Science and Invention"), fantascienza ("Amazing" e poi "Wonder"): una differenza ben visibile tra le riviste di Gernsback e quelle che iniziarono ad apparire alcuni anni più tardi e che sono presentate nella seconda parte della mostra: gli anni tra il 1930 e il 1950, in cui le riviste di fantascienza americane giunsero alla proliferazione e, lasciando da parte, tranne pochi casi, la "profezia scientifica" cara a Hugo Gernsback, si dedicarono a una produzione avventurosa, sottolineata dall'illustrazione di copertina.


 
I pulp

I pulp

Il termine pulp indica i periodici popolari americani che presentavano narrativa ed è progressivamente passato a indicare un tipo di narrativa a forti tinte, basata sulle sorprese e su vicende al limite della credibilità. Nel periodo tra le due guerre mondiali esistevano in America centinaia di testate differenti, da quelle specializzate, come "Amazing", a quelle generaliste come "Argosy", che nel 1882 inaugurò questo tipo di editoria.
Il termine indica anche il formato, circa 18 x 25 cm, di queste riviste, in alternativa al formato 21 x 30 delle riviste illustrate. La parola pulp deriva dalla nome della carta su cui erano stampate: la "carta di polpa di legno", ossia carta da giornale, per distinguerla dalla vecchia "carta di stracci" e dalla "carta patinata" delle riviste illustrate.


   
"Amazing Stories"
e il suo editore

"Amazing Stories" e il suo editore

Il mensile "Amazing Stories", il cui numero d'esordio apparve nell'aprile 1926, è la prima rivista che presentasse unicamente storie di genere fantascientifico ed è sulle sue pagine che si parlò per la prima volta di "fantascienza": scientific fiction.

La sua influenza è fondamentale per sviluppare il tipo americano di fantascienza sia nel romanzo sia nel fumetto: sulle sue pagine apparvero i racconti di Philip Nowlan che ispirarono il primo grande fumetto americano di fantascienza, Buck Rogers. Gernsback lasciò la rivista nel 1929, ma "Amazing Stories" proseguì le pubblicazioni sotto altri editori e continua ad apparire ancora oggi dopo un'interruzione di alcuni anni.

Amazing Stories Aprile 1926


Alcune cover di Amazig Stories
da sinistra Agosto 27, Agosto 28, Maggio 29, Maggio 27, Gennaio 29

Per alcuni anni la rivista pubblicò anche un supplemento trimestrale "Amazing Stories Quarterly"."Amazing Stories" Negli anni della gestione Gernsback la rivista aveva il formato 20 x 30 cm delle riviste illustrate. Negli anni 1930 passò al formato "pulp".
Amazing Stories Quarterly 27,
Marzo 1929, Marzo 31


   
"Amazing Stories"
e il suo editore

Le altre riviste fantascientifiche di Gernsback

"Wonder Stories". Quando lasciò "Amazing", Gernsback tornò alle pubblicazioni con due riviste mensili: "Air Wonder Stories" (11 numeri dal luglio 1929) e "Science Wonder Stories" (12 numeri dal giugno 1929). A partire dal giugno 1930 le due riviste si riunirono sotto la testata "Wonder Stories". Nel 1936 la rivista venne ceduta a un altro editore che le cambiò il titolo in "Thrilling Wonder Stories" (con inizio dall'agosto 1936). La rivista proseguì fino agli anni 1950. Dal 1929 al 1933 la rivista ebbe un supplemento trimestrale.


da sinistra
Air Wonder Stories 11/29, Science Wonder Stories 11/29
Wonder Stories 03/33, Thrillig Wonder Stories 03/33


"Science Fiction Plus" Gernsback tornò una terza volta alle riviste di fantascienza con "Science Fiction Plus", apparsa a partire dal marzo 1953. La rivista pubblicò 7 numeri.


   
"Amazing Stories"
e il suo editore

I grandi "pulp" di fantascienza americani

Prima di "Amazing" Le storie di fantascienza apparivano già da tempo nei periodici di narrativa. Fin dall'inizio del secolo la rivista "Argosy" pubblicava romanzi di E. R. Burroughs, A. Merritt, Ray Cummings, R. M. Farley. A partire dal 1924, "Weird Tales" pubblicò molte storie orrorifiche con componenti fantascientifiche. Inoltre, immagini di macchine "profetiche" apparivano sulle riviste di divulgazione scientifica. "Amazing Stories" fuse tra loro la narrativa fantastica e la divulgazione scientifica, ma "Argosy" e "Weird Tales" proseguirono con il loro genere tradizionale di storie.

"Argosy" fu nel 1882 la prima rivista economica dedicata interamente alla narrativa. Era stampata su carta di bassa qualità, prodotta con "polpa" di legno, e da questo viene il termine "pulp" per il genere di storie avventurose e piene di colpi di scena pubblicato da questa rivista e dai suoi concorrenti.
"Weird Tales" è nota soprattutto per avere pubblicato i racconti di H. P. Lovecraft. Nei suoi trent'anni di esistenza si alternarono sulle sue pagine autori come R. E. Howard, C. A. Smith, Robert Bloch, Richard Matheson.

Le riviste di divulgazione scientifica pubblicavano spesso anticipazioni "profetiche" che servirono d'ispirazione alle riviste di fantascienza o che a volte si ispiravano a esse. Gernsback pubblicava "Electrical Experimenter" fin dal 1908 e nel 1920 le cambiò titolo in "Science and Invention", rivista che pubblicava ogni numero almeno un racconto di fantascienza. Quando la rivista passò a un altro editore, Gernsback pubblicò in concorrenza con essa "Science and Mechanics".


Science and Invention 04/21
Science and Mechanics 04/35

"Astounding Stories" Pubblicata come diretta concorrente di "Amazing Stories" ma orientata verso la "space opera", ossia storie "pulp" avventurose a sfondo scientifico, cambiò alcune volte editore prima di venire acquistata dal gruppo Street & Smith.Presso quest'ultimo editore, i suoi direttori Tremaine e Campbell raccolsero attorno ad essa i principali autori dell'epoca: Asimov, Heinlein, van Vogt.
da sinistra
Astounding Stories 01/30, 03/34, 07/41
Gli anni del boom: 1940-1955

testi della mostra tenutasi all'Italcon 2001 di Torino e ripresa per Festival del Film di Fantascienza di Trieste, settembre 2001



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