Fanzine
   

Virgin Finlay
Virgil Finlay
1914 - 1971

NeXT e le metamorfosi del Connettivismo

Giovanni De Matteo
(aka X)

Quando, poco più di tre anni fa, vide la luce il primo numero di NeXT, l’esplosione memetica del Connettivismo aveva già attecchito nei meandri della Rete. Come tutte le fanzine italiane, anche NeXT ha una storia unica alle sue spalle, anche se la storia, in fondo, è sempre quella di un gruppo di amici che si ritrovano e danno vita a un bollettino periodico. Nel nostro caso, la particolarità è rappresentata dall’aver voluto concepire una rivista nell’ambito di un’esperienza culturale piuttosto variegata e decisamente elettrizzante, maturata sui ritmi frenetici di Internet.
L’uscita di NeXT fu anticipata dalla pubblicazione del primo, arrembante Manifesto del Connettivismo (di cui sopravvivono ancora stralci alla deriva sulle onde del mare elettronico), a ridosso del solstizio dell’inverno 2004. Il 23 dicembre di quell’anno numerosi appassionati si ritrovarono sul blog Cybergoth di Sandro “Zoon” Battisti e replicarono la tradizione delle jam session già avviata con successo fin dalla nascita del blog. Con Sandro avevamo dato vita a questi eventi dapprima per caso e un po’ per intuizione, ritrovandoci occasionalmente per improvvisate sessioni di scrittura creativa sull’onda emotiva di un flusso di coscienza condiviso. Il modello era quello dei musicisti jazz che dai club di Harlem cominciarono a rivoluzionare le regole della composizione musicale a partire dagli anni Trenta e Quaranta. Ritmo sincopato e contrapposizioni di punti di vista erano le chiavi attraverso le quali cercavamo di accedere a una diversa comprensione: dei meccanismi della scrittura, della propagazione delle idee, della materia narrata – che, dopotutto, era sempre della stessa sostanza dei sogni.
NeXT n. 0L’ombra lunga di William S. Burroughs incombeva sui nostri after hour. Col tempo le jam session di scrittura interattiva erano diventate un’abitudine complessa, capace di coinvolgere per due o tre ore di seguito un paio di dozzine di cybernauti tra web-writer e spettatori, che semplici spettatori poi non erano quasi mai dal momento che riuscivano a orientare il flusso della scrittura con i loro commenti e i loro interventi in calce a ogni post. Un background simile non poteva che rivelarsi propizio per il nascente Movimento Connettivista.
Il Connettivismo ottenne subito un notevole riscontro da parte di appassionati decisi a fornire il loro personale contributo al progetto. La rete dei siti e dei blog si infittì. Un mese dopo la formalizzazione programmatica del movimento, con Sandro e Marco “Pykmil” Milani cominciammo ad affrontare la possibilità di affiancare al nostro sempre più complesso network on-line anche una rivista su carta. Un ritorno alle origini, potremmo dire, alla riscoperta delle radici della fantascienza e delle sue origini popolari – pulp, proprio come la carta. Eravamo agli albori della stampa digitale, ma tutti i nostri modelli venivano da un’era che oggi potrebbe apparire arcaica, almeno agli addetti ai lavori: riviste concepite come imprese artigianali, vincolate agli imprescindibili limiti di budget e alla disponibilità di tempo che sempre affligge chi si avventura in sforzi simili contando solo sulla propria passione.
Decidemmo di tentare un esperimento. E fu così che il primo numero di NeXT non fu il classico Numero Uno, bensì un anomalo Numero Zero. Supernova ExpressPur nella sua semplicità (la grafica era ridotta praticamente all’osso), questo prototipo della nostra rivista raccoglieva in sé tutti gli elementi che sarebbero poi diventati punti cardinali nell’impostazione della serie: elevata concentrazione speculativa con interventi al limite della militanza ideologica, un ricco angolo dedicato alla poesia (fantascienza in versi, proprio così) e uno spazio altrettanto ampio dedicato alla narrativa e alla sperimentazione. Nei contenuti del Numero Zero risaltava anche la trascrizione completa della jam session del 23 dicembre, l’evento che aveva dato i natali al Connettivismo.
Tutto il numero venne messo insieme operando nel non-spazio della Rete. Sandro si occupò della composizione vera e propria del numero da Roma, dalle nebbiose lande padane Marco sosteneva l’impresa con le sue elaborazioni artistiche mentre io, da un albergo di quart’ordine in quel di Grenoble, buttavo giù l’editoriale che riprendeva, nel suo appello, un celebre invito di Bruce Sterling al nuovo underground degli anni Novanta: “Avanti, rendetelo reale!”.
Frammenti di una rosa quanticaAnche se arrivavamo con una decina d’anni di ritardo sulla tabella di marcia, l’interesse e l’attenzione tributataci da appassionati e addetti ai lavori ci fece vincere la nostra scommessa. Pochi mesi più tardi NeXT usciva così con il suo primo, vero numero: l’iterazione 01. Stavolta si faceva sul serio, con un salto da 32 a 76 pagine, la preziosa consulenza grafica di Giorgio Messina e della sua Cagliostro ePress, immagini da urlo firmate da Daniele Cascone e i contributi d’eccellenza dei primi autori che avevano aderito al Manifesto.
In questi anni, la rivista ha rispecchiato l’evoluzione del Movimento (non è un caso se il Manifesto è stato aggiornato nel 2006, nella versione attualmente in circolazione), progredendo verso una forma sempre più professionale, senza perdere mai un colpo: quattro numeri all’anno con una precisione quasi cronometrica, per complessive 11 uscite. Uno sforzo riconosciuto dalla costante presenza in finale al Premio Italia e supportato dalla messa on-line del sito Next-Station.org, a cura di Umberto “2x0” Pace, oltre che da una galassia di attività collaterali, che solo in ambito editoriale hanno condotto all’uscita di due antologie in due anni (Supernova Express, a cura di Marco Zolin e del sottoscritto per Ferrara Edizioni, 2007, e Frammenti di una rosa quantica, a cura di Lukha Kremo Baroncinij per Kipple Officina Libraria, 2008).
NeXT n. 10Dallo scorso anno, dal triumvirato delle origini la cura di NeXT è passata a just one man: l’infaticabile Sandro “Zoon” Battisti. La sua conduzione è riuscita a rinverdire la formula con i preziosi inserimenti di Giorgio Raffaelli alla cura grafica della rivista e di due menti fine come Lukha Kremo Baroncinij e Alex “Logos” Tonelli in redazione. Panta rei, verso nuovi orizzonti.
E mentre scrivo queste righe, va prendendo forma anche un nuovo progetto. L’approdo di NeXT in terra internazionale, grazie al sostegno del Progetto Letterario Internazionale di Marco Milani e al bookstore elettronico Kaleydos Libri di Alessandro Vitali. Un NeXT Special Edition per celebrare l’evento della prossima Eurocon 2009 di Fiuggi. Una nuova anagenesi, un nuovo ramo sull’Albero del Connettivismo.
E la storia non finisce.

(fine)

 
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