Fanzine
   

Virgin Finlay
Virgil Finlay
1914 - 1971

HYPNOS
Rivista di letteratura e fantastico

Andrea Jarok

Nata quasi per gioco dalle fatiche editoriali di Andrea Giusto, abitatore del paese dei Sogni, Hypnos. Rivista di letteratura e fantastico, approda nel mondo della veglia nel marzo del 2007. Eterea nell’atmosfera, concreta nella realizzazione, si presenta con 44 pagine dedicate interamente alla letteratura fantastica, che spesso spesso ha origine proprio nel mondo del sonno (e dei sogni) come il nome stesso della rivista vuole indicare. Diversamente dalla maggior parte delle fanzine in circolazione, l’occhio di Hypnos è più rivolto verso il passato, che non concentrato sul presente, proponendo autori spesso dimenticati, o semplicemente ignorati dalla cieca editoria, guidata unicamente da regole commerciali. Molti testi, anche di autori considerati maestri del genere, spesso non sono stati mai pubblicati in Italia, oppure giacciono sepolti in volumi ormai introvabili. Uno squarcio su questo panorama così desolante, una breccia in un muro d’indifferenza, questo è quello che Hypnos si propone di fare, nel pur piccolo e ristretto mondo delle fanzine. Non per questo vengono ignorati autori contemporanei italiani, tanto che quasi in ogni numero vengono proposti testi inediti di giovani scrittori, più o meno noti, che dimostrano come anche in Italia si possa parlare il linguaggio del fantastico.

Oltre alla parte narrativa, uno spazio importante è dedicato anche alla saggistica e all’analisi degli autori presentati. L’ambito letterario del fantastico è sicuramente preponderante, ma non è l’unico, come mostra per esempio l’ampio spazio dedicato sul secondo numero ad Alfred Kubin, autore del romanzo fantastico L’altra parte, ma soprattutto uno dei più grandi illustratori di “animo” fantastico.

Quello che c’è dietro a Hypnos ha poca importanza (tanto che lo stesso Andrea Giusto pare più un personaggio letterario che in carne e ossa), quel che conta sono i risultati: sono le immagini di Ursula Equizzi, di Davide Bonadonna e di Lea Giordano, che ci immergono nelle parole di autori come Thomas Ligotti, Sax Rohmer, Robert Aickman o Jean Ray; è il viaggio nella fantastica ipnoteca per la quale ci conduce per mano Giuseppe Lippi; sono le parole di Pietro Guarriello, che ci presenta ritratti indimenticabili di Fitz-James O’Brien e Hanns Heinz Ewers. Sono infine le parole del grande scrittore Walter de la Mare, le cui parole aprono il primo numero di Hypnos e chiudono questa breve presentazione.

“Il tempo, nel nostro stato di veglia, in qualunque direzione rivolga il suo passo, segue i dettami del mondo, ed è scandito da un orologio, che ha come unico padrone il sole. Quando la coscienza, in qualsivoglia misura, per essenza o grandezza, si affranca da tale orologio, che della celeste precisione del sole è schiavo, allora altre condizioni altrettanto misteriose e ancor più singolari improvvisamente s’affacciano. Ed è di queste condizioni che le pagine seguenti si occuperanno. Insieme al Sonno e alle sue implicazione; insieme al Sogno, e al suo stato; insieme all’Inconscio, e ai suoi aspetti; insieme alla Fantasia e all’Immaginazione; insieme all’Arte e al Genio che rivelano la propria forza e il proprio valore; insieme alla Morte, fine incredibile, o inizio imperscrutabile…”

(fine)

 
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