Fanzine
   

v_finlay
Virgil Finlay
1914 - 1971

 

Fanzine una storia

Introduzione alle fanzine

Prima o poi tutti arriviamo al nostro livello di incompetenza.
Io credo di averlo raggiunto con questo articolo sulle riviste amatoriali, o fanzine, come ormai è entrato nell’uso degli appassionati.
Che si debba usare il maschile o il femminile è questione ormai arcaica.
Secondo me, d’accordo con De Turris, si dovrebbe usare il maschile, ma tant’è, il femminile impera ed oramai i fanzine sono diventate le fanzine.
Ovviamente trattandosi di parola straniera è indeclinabile, quindi fanzine sia al singolare che al plurale. Essendo oramai entrata nell’uso comune, almeno fra coloro che si occupano di fantastico (ma le fanzine non sono una nostra esclusiva), l’uso del corsivo non è più indispensabile.

Di norma non ho difficoltà a scrivere di libri di fantascienza: le informazioni e le idee mi vengono naturalmente in mente e la necessità di controllare le informazioni è ridotta al minimo.

Questo articolo è stato a lungo pensato ed a lungo “trascinato”.

Personalmente non ho mai seguito le fanzine, anche se per alcuni anni ho contribuito a pubblicare Loculus, ideata, curata ed a volte interamente scritta dall’allora vulcanico (Ales) Sandro Bani, ancor oggi non ignoto illustratore, nonostante la sua presenza nel fantastico si limiti oramai ad allestire mostre personali (sempre meritevoli di essere viste, ma spesso poco pubblicizzate).
La mia attività si limitava alla stampa (ero fra l’altro responsabile della tipografia interna della mia azienda) ed a qualche bibliografia.

Non esiste una storia delle fanzine in Italia a cui aggrapparsi per confezionare un articolo dignitoso.
Interventi sporadici si ritrovano certo, ma il comune mortale può avere qualche problema a reperire il materiale.
Le informazioni si trovano spesso su Nova SF* della Perseolibri, nella rubrica “Come eravamo”, che tratta anche del coinvolgimento dei protagonisti (sono articoli autobiografici) nelle varie iniziative editoriali amatoriali a cui hanno partecipato.

Esiste anche internet ovviamente, ma fonti che trattino sistematicamente delle fanzine, specificatamente quelle dedicate al fantastico (SF, Fantasy & Horror) sotto il profilo critico-storico, non esistono.

Un elenco delle fanzine di ogni genere uscite fra il 1980 ed il 1995 lo potete trovare nel catalogo del sito www.fanzineitaliane.it.

Un esaustivo, ma non completo, elenco delle fanzine fantastiche con relativo contenuto, si trova nell’Enciclopedia di Intercom (benemerita per le informazioni che contiene) ed è curata da Marcello Bonati, compilatore di tutti i Prontuari.

cartografiaL’unica fonte utile per inquadrare il fenomeno dal nostro punto di vista, rimangono quindi i tre articoli raggruppati sotto il titolo comune “C’era una volta il fandom” reperibile sull’antologia collettanea Cartografie dell’inferno. 50 anni di fantascienza in Italia 1952-2002, a cura di Gianfranco DE TURRIS [ed Ernesto VEGETTI], Biblioteca Civica di Verona, 2002, sip.

Molto interessante la prima parte, scritta da Adalberto Cersosimo, un pioniere della SF in Italia ed attivo nel primo fandom: “Il fandom degli anni Sessanta: la scoperta del ciclostile” che tratta in maniera esaustiva delle prime fanzine; fandom e fanzine sono strettamente legati.
In passato quando due o tre appassionati si incontravano, la prima idea che sorgeva era: “Facciamo una fanzine?”
Sarebbe interessante che il suo articolo venisse anche pubblicato in rete

Il 40° anniversario dell’apparizione della prima fanzine, Futuria Fantasia, curata da Luigi Cozzi è passato inosservato. Una occasione perduta. Correva l’anno 1963 ed iniziava l’avventura che ancora non cessa.

L’idea di dedicare uno spazio alle fanzine su UraniaSat mi sembra un’ottima occasione per colmare una lacuna.
Non ho speso una parola, mi accorgo, sulla definizione di fanzine. Ma se siete arrivati qui, non ci siete arrivati per caso ed una buona idea di cosa sia una rivista amatoriale la dovreste avere.
Solo una precisazione, amatoriale non significa sciattezza o mancanza di competenza, anzi a volte le fanzine battono in professionalità le riviste togate.
Quello che le contraddistingue è la passione.
Vabbe’ che la passione giustifica le peggiori nefandezze…

Ernesto VEGETTI

(18 Luglio 2005)

A seguito di questo articolo, abbiamo ricevuto una lettera del Vicepresidente della Associazione Fanzine Italiane, Gianluca Umiliacci.
A parte una puntualizzazione (Futuria Fantasia è uscita nel 1962 o nel 1963?) ed una precisazione in merito alla completezza dell'elenco delle fanzine presente in www.fanzineitaliane.it, è stato così cortese da segnalarmi (ed inviarmi in omaggio) il piccolo ma denso libretto:
Poveri ma liberi. Catalogo delle fanzine italiane (1977-1997) , Gianluca UMILIACCI, Michele MORDENTE [a cura di] pp. 64, sip, Millelire Stampa Alternativa, Viterbo, giugno 1998 [Edizione speciale realizzata in occasione della manifestazione Orte di Note Village '98].
L'elenco, che comprende
fanzine di ogni genere e su qualunque mezzo fisico (perfino floppy-disc), è praticamente completo. Mancano all'appello due fanzine alle quali sono particolarmente affezionato: Loculus [A cura di Alessandro BANI] e Famzine di Dionisio CASTELLO.
Ma in un campo così vasto e anarchico, la completezza è un miraggio.

Ernesto VEGETTI

(15 Settembre 2005)

(fine)

 
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