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futuro europa n. 49
Premio Italia
Deepcon10/Italcon35
fiuggi
26-29 marzo 2009


"Schegge"
Deepcon10/Italcon35
EuroConSF 2009

Fiuggi 26-29 marzo 2009

Se è vero che tutte le strade portano a Roma, la sera del 26 marzo scorso ne ho imboccata una che, mano a mano che la percorrevo, mi portava decisamente in direzione opposta. Sballottato come un pacco postale da un treno ad un traghetto, da una camera d’albergo ad un altro treno, da un treno ad una preziosa automobile, giungo in quel di Fiuggi con solo cinque ore di ritardo, perdendomi, di fatto, l’interessante presentazione delle fatiche dell’Editore della Vigna alias Luigi Petruzzeli (con cui, però, nel corso dei due giorni seguenti, avrei fatto una più che approfondita conoscenza). Nella sala Italcon, vuota, incontro subito il Presidente, Ernesto Vegetti, che chiacchierando amenamente mi tesse le lodi di Enrico Di Stefano e mi chiede di mia moglie, timoroso che non l’avessi portata con me (scoprirò solo alla fine della Convention i motivi di tanto interesse)… Solo dopo pochi minuti sono immerso nelle sale e tra la gente dell’Italcon-Deepcon-Eurocon, un triplice appuntamento da sballo che intendo godermi minuto per minuto. Ma andiamo con ordine.

La prima cosa che noto con disappunto è che la lingua ufficiale degli interventi è l’inglese, e tutti devono saper parlare la lingua d’Albione e comprenderla. Così mi perdo quello che, a sentir gli altri, è stato il bellissimo intervento di Bruce Sterling (ma come, abbiamo un famoso scrittore inglese che, vivendo a Torino, può interloquire con noi in Italiano e lo facciamo parlare inglese?); per qualche minuto cerco infatti di stargli dietro, poi, riconosco la mia ignoranza, mi arrendo alla dialettica angloamericana… Ma, tant’è, ne approfitto per guardarmi in giro. Incrocio lo sguardo con Andrea Jarok e mi incuriosisco nel vedere sul suo banchetto la rivista Hypnos e Next, due belle fanzine cartacee che saranno in lotta per il Premio Italia (vinto poi dalla mitica Alpha Quadrant organo ufficiale del club DS1), a questo punto recupero in fretta e furia gli ultimi quattro numeri di Fondazione e li metto in bella mostra accanto alle più giovani colleghe di carta. I colori pastello delle splendide copertine di Franco Brambilla (autore che nella serata di sabato verrà insignito del premio Europa, non so se mi spiego…) che accompagnano la nostra rivista sin dal numero 10, sono un meraviglioso colpo d’occhio che mi riempie d’orgoglio. Jarock ha sistemato in primo piano anche lo splendido libro di Giuseppe Lippi su 2001 Odissea Nello Spazio (anche lui vincitore del Premio Italia per questa sua fatica), dai contenuti intriganti e dalla realizzazione editoria accattivante, un performance all’altezza della sua lunga passione per la fantascienza.

Franco Brambilla e il suo meritatissimo premio come migliore artista European Awards.

A pochi passi di distanza da Jarok troviamo Luigi Petruzzelli delle Edizioni Della Vigna (già intervistato dalla nostra Fondazione nell’ultimo numero, il 14). Nel suo piccolo banchetto ci sta del vino buono, non c’è che dire. Troviamo, infatti, in bella mostra Vladimir Mei di Donato Altomare e Passi nel tempo di Enrico Di Stefano che da li a poche ore avrebbero vinto entrambi il prestigioso Premio Italia. Luigi è molto fiero del suo lavoro (e ne ha ben donde, direi). Presenta libri curatissimi, con prestigiose edizioni per collezionisti, curati fino al dettaglio eleganti e compatti ad un tempo, con un carattere leggibilissimo e dai contenuti intriganti. Non dico di più perché se no mi dovrei far pagare per la pubblicità, ma una cosa posso aggiungere, i libri delle Edizioni della Vigna trasudano passione da ogni poro e questo è molto importante per la fantascienza italiana.

Da sinistra Ernesto Vegetti, Enrico Di Stefano, Mauro Antonio Miglieruolo, Claudia Marinelli, Luigi Petruzzelli.

Nella sala accanto è ospitato il corposo stand dell’Elara Libri, pieno di vulcaniche presenze, prima e più importante tra tutte, quelle del deus ex machina della casa editrice, Ugo Malaguti. Ugo e l’Elara saranno, loro malgrado, tra i più importanti protagonisti della Convention; in primo luogo per la bella serie di affermazioni ottenute nel Premio Italia, che ha visto vincere la editrice bolognese con Marta Barbieri (Artista); il compianto Lino Aldani (Curatore); Biblioteca di Nova sf (Collana); Futuro Europa (Rivista Professionale) e Alessandro Fambrini (Racconto su Pubblicazione Professionale); in secondo luogo per la lunga ed estenuante querelle nata dalle dimissioni di Silvio Sosio da segretario della World. Di questo secondo argomento parleremo dopo, intanto presentiamo a chi non li conosce alcune facce dell’Elara.

Debora Montanari l’anno scorso vincitrice del Premio Italia con il suo I Draghi di Chrysos è una delle Front Women dello stand, disponibile e cordiale presenta con tono accattivante tutti i libri in vendita; con lei si può discutere di letteratura, di fantascienza, di editoria e mille altre cose, disponibilissima. Quindi Armando Corridore, anche lui fine interlocutore con cui ci è piaciuto confrontarci sulle peculiarità della fantascienza italiana, sul mondo dell’editoria di fantascienza, sui generi del fantastico e anche un po’ di… Musica, niente male. Infine, lui: il Grande Vecchio (si fa per dire, ovviamente), alias l’Editore con i Baffi. Ugo “vulcano” Malaguti (e di vulcani noi catanesi ne sappiamo qualcosa). La cosa che colpisce maggiormente di Ugo è la sua capacità di restare giovane, parlando con lui si avverte intatta una passione per nulla scalfita dal tempo, dalle mode e dalle difficoltà. La sua mente è in continua elucubrazione e progettazione, va avanti di anni ed anni nel prevedere e voler realizzare. Ama i suoi libri quasi fossero tutti figli suoi, li coccola con veloci carezze, li guarda da lontano con il fugace sguardo di un padre amoroso, e si commuove da fraterno amico in ricordo di Lino Aldani e della loro preziosa Futuro Europa. Abbiamo chiacchierato a lungo con Ugo, tra ironia e progetti di lavoro, tra spacconeria e spavalda visione del futuro, e quel che resta è la consapevolezza che lui voglia portare l’Elara dove nessuna casa editrice è mai giunta prima.

La sera del venerdì, alle ore 22, è stata convocata l’assemblea della World SF. L’ordine del giorno è nutrito, e, tra le altre cose, prevede l’instaurazione del Premio Sidera e le dimissioni di Silvio Sosio. La sala si riempie a spizzichi e bocconi, prima un gruppetto sparuto di persone, poi una in più, due in più, tre, e così via. Manca solo l’armonica di Ennio Morriconi e la regia di Sergio Leone. La bomba fatta scoppiare da Silvio Sosio a neanche un mese dalla Convention non poteva passare inosservata e richiedeva un chiarimento a tutti i livelli. Riportare qui, seppur sommariamente, tutte le cose dette (e anche non detto, perché a volte i silenzi sono più importanti delle parole) è cosa difficile e, in parte, inutile; proviamo, invece, a sintetizzare le cose più rilevanti che sono emerse dalla discussione. Innanzitutto l’ammirevole capacità di garante dell’associazione e dell’assemblea espressa da Ernesto Vegetti, pur parte in causa nella discussione; la disponibilità di Silvio Sosio ad interloquire con cortesia e a rispondere praticamente ad ogni tipo di domanda; le analisi schiette e sincere da parte di molti dei convenuti, che non si sono tirati indietro nell’esprimere le proprie opinioni. La conclusione a cui si è giunti è molto importante, ed è stata ratificata in sede dell’assemblea dell’Italcon: ad ogni votante per il Premio Italia deve corrispondere un solo indirizzo email (questo per evitare la stranezza di numerosi iscritti dell’Elara che avevano un solo indirizzo email), di questa iniziativa si è fatto garante per la World lo stesso Ernesto Vegetti. Silvio Sosio, dal canto suo, ha confermato le sue dimissioni da segretario della World, ma ha voluto ritirare quelle da socio dell’associazione, decisione che ci sembra giusta in quanto il Sosio (insieme ad altri) è un pezzo importante della fantascienza italiana ed il suo posto è sicuramente dentro la World. Infine, tutti hanno ribadito che, nonostante alcune incongruenze passate e presenti, la buona fede di tutti i partecipanti alle votazione non è mai venuta mento, anche se, secondo alcuni, è venuta meno la forma.

Dopo la lunga discussione in merito alle dimissioni di Sosio, si è parlato del Premio Sidera. Un concorso per opere edite a livello professionale che vuole premiare il miglior romanzo, il miglior racconto, il miglior saggio, gestito direttamente dalla World. Il premio, secondo la volontà dell’assemblea, verrà assegnato da una giuria di tre persone elette all’interno degli iscritti dell’associazione, ovviamente tra i giurati non saranno presenti gli autori delle opere in concorso. Una iniziativa interessante, a nostro parere, che può fare da ottimo contraltare al Premio Italia (fondamentalmente un premio gestito dai fan presenti alla Italcon).

Alle due di notte, con le facce di chi ha partecipato al film Non si Uccidono Così anche i Cavalli, usciamo dall’assemblea ubriachi di parole, fatti, sensazioni e buoni propositi, per piombare, dopo pochi minuti, in un sonno profondo e narcotizzante che ci stordisce senza riposare.

Si fa sabato.
Il sabato assistiamo ad uno dei pochi interventi tradotti dall’Inglese, quello che vede protagonista l’attrice Marina Sirtis, già consigliere Deana Troi nella serie Star Trek: The Next Generation. L’intervento è simpatico anche se non eccitante (ed è strano vista l’avvenenza della donna sul palco), e si snoda tra una serie di leggende da back stage trekkista che, francamente, conoscevano in toto; ma, tant’è, è bello sentirle raccontare da uno dei protagonisti. Ad orchestrare il tutto è Flora Staglianò (che in serata vincerà il Premio Europa) traduttrice nonché instancabile organizzatrice di tutta la manifestazione da anni. Flora è un’anima in pena durante tutta la Convention, svolazza da un punto all’altro dell’albergo a warp 9, e, francamente, ci sorprende come riesca a mantenere una buona dose di lucidità mentale quando deve tradurre i racconti degli attori e degli scrittori intervenuti; lei, insieme al club DS1 e a Stefano Petroni, sono stanti in questi anni ospiti disponibilissimi a cui non possiamo non dire grazie.

Claudio Chillemi ritira il premio per il racconto "Guardia Medica" su Fondazione science fiction magazine.

Enrico Di Stefano ritira il premio per l'antologia Passi nel Tempo Ed. Della Vigna

La sera, alle 22 circa, inizia la consegna dei Premi Italia preceduta da due importanti premiazioni. Quella del Premio Zavattini, organizzato dalla Cagliostro Press, che ha come tema il fumetto (grande assente di questa chermesse); e il Premio Immagini di Fantascienza, giunto alla 7° edizione, organizzato dalla rivista Fondazione con l’amichevole collaborazione di Urania. Quest’anno il Premio aveva come soggetto Il Dono di Svet di Donato Altomare, ed è stato vinto per la seconda volta consecutiva da Jessica Farella, che ha ricevuto una stampa originale di Franco Brambilla oltre che un romanzo dello stesso Altomare.

"Svet"
opera vincitrice del concorso realizzata da Jessica Farella

"Il dono di Svet"
Illustrazione di Franco Brambilla per il premio del concorso Immagini di fantascienza.

I Premi Italia sono presentati da Ernesto Vegetti, come presidente della World, il quale si diverte non poco in questo ruolo di intrattenitore. Chiama a se con genuino entusiasmo amici e conoscenti per dar loro la targa, li coccola con complimenti e buone parole, li incita e li accompagna nuovamente a posto con la bonaria umiltà che lo contraddistingue. Una presenza straordinaria che permea di se tutta la cerimonia, ma non sull’onda del protagonismo fine a se stesso, ma incidentalmente, con un’azione carismatica innata e quasi non voluta. I premi quest’anno sono stati distribuiti in modo equo un po’ a tutte le cordate, ed anche un piccolo e giovane editore come Luigi Petruzzeli, ha potuto inanellare due vittorie importanti. Noi di Fondazione abbiamo ottenuto il Premio con il miglior racconto e il miglior articolo. Delos ha vinto con il romanzo internazionale e un articolo di Salvatore Proietti; dell’Elara abbiamo detto; e di Giuseppe Lippi anche. Che dire? Complimenti a tutti. Dopo le polemiche che lo hanno preceduto il Premio Italia poteva morire o risorgere. Crediamo che sia risorto, più forte che mai.

La notte, con l’orologio che segna le due, ma che in realtà dovrebbe segnare le tre, per l’ingresso dell’ora legale, Ernesto ed io parliamo bonariamente di quelle che è appena accaduto, e lui mi svela il motivo per cui per prima cosa, al mio arrivo, mi ha chiesto di mia moglie: “Poi devo dire a Rosaria che mi deve fare da segretaria”, sbigottito lo guardo incredulo e, conoscendo l’innata ritrosia al protagonismo della mia consorte, mi premuro a dirgli: “Si, però, glielo dici tu…”.

da sinistra Luigi Petruzzelli, Enrico Di Stefano, Rosaria Leonardi, Claudio Chillemi, Ernesto Vegetti.

Dell’assemblea dell’Italcon svoltasi domenica mattina, e delle sue decisioni, abbiamo già parlato in altra parte del sito, non ci resta che dire che il ritorno a casa, alla quotidianità, al tran tran, è stato fin troppo duro, anche se tutto ci è sembrato più dolce rispetto a quanto siamo partiti.

 

 
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