Articoli    


futuro europa n. 49
futuro europa
Elara libri

 


José Moselli
"La città dell'abisso"

disponibile interamente su futuro europa n. 50

"Vi sono numerosi casi, accertati, di allucinazioni collettive. Ma tutto fa ritenere che ciò che si è verificato a bordo del mercantile Ariadne, di Bordeaux, sia un fatto reale.
Il capitano Mercier, comandante di questa nave, era un uomo calmo, equilibrato, conosciuto per il suo sangue freddo. Il tenente Mauris aveva ricevuto la sua prima promozione a capitano di lungo corso. Il capo macchinista dell’Ariadne, Gérard Fouque, era un cinquantenne placido, il secondo capitano, Jacques Michel, era conosciuto per alcuni lavori astronomici che gli hanno valso l’onore di una comunicazione all’Accademia delle scienze.
Tutti erano concordi; avevano visto. Avevano sentito. E del resto, il libro di bordo, il rapporto del capitano Mercier, firmato da due uomini dell’equipaggio, attesta che si tratta di un fatto reale, indiscutibile, ma a cui non crederebbe nessuno.
Erano le cinque della sera. L’Ariadne, mercantile carico di sei mila tonnellate di riso imbarcate a Saigon con destinazione Nantes, navigava nel golfo d’Aden, quando, due ore dopo avere doppiato il sinistro capo Guardafui, dove molte navi erano scomparse, il tenente Mauris, che era di guardia, avvisava il capitano Mercier di avere poco prima scorto una mina galleggiante!
Una mina natante, nel golfo di Aden?
Il capitano Mercier ritenne che il suo subordinato avesse visto male. Raggiuntolo sul ponte, distinse, verso ovest, proprio lungo la rotta seguita dal suo bastimento, una sfera rossastra cullata dallo sciabordio delle acque.
Una mina, oppure qualche boa andata alla deriva?
Il capitano Mercier avvicinò la sua imbarcazione allo strano ordigno e constatò che si trattava apparentemente di una mina galleggiante, un vecchia mina i cui urtanti (1) erano, per la maggior parte, spezzati, e che doveva la sua colorazione rossastra alla ruggine che ne aveva intaccato le pareti.
Come non fosse andata a fondo era un mistero!
Qualunque cosa fosse, costituiva un grave pericolo per la navigazione.
Il capitano Mercier, con spirito marinaresco, ordinò al tenente Mauris di tentare di affondare l’ordigno a colpi di fucile.
Mauris, un parigino di venticinque anni, da poco uscito dalla scuola d’idrografia, era un buon tiratore. Approfittando che l’Ariadne era appena a centocinquanta metri dalla misteriosa sfera, sparò, in successione, senza mancarne uno, più di un proiettile.
Quattro in tutto.
Con stupore di tutti, i primi tre si schiantarono sull’ordigno, da dove scaturì, per l’urto, una polvere di detriti biancastra. La boa o mina non era dunque di ghisa? Da lontano, si sarebbe detto di gesso!
Il quarto proiettile produsse un effetto ancora più inatteso: si sentì uno schiocco secco, simile a quello di una marmitta che scoppia, e la boa, o quello che fosse, andò in frantumi, ma senza esplodere!
Si udirono delle grida, lanciate dai marinai dell’Ariadne ammassati sul cassero per seguire meglio l’operazione: la boa era cava e conteneva un essere umano...
[...]"

traduzione di Emilio Di Gristina

dalla "Posfazione"

"Il racconto che abbiamo presentato appartiene al gruppo delle opere di science-fiction di José Moselli che Jaques Van Herp suddivide in tre sottoinsiemi. Alcune, a dire il vero, sono escluse, considerate marginali, poco rappresentative del “genere”, non tanto per ragioni stilistiche quanto piuttosto per il ruolo che in esse gioca l’elemento fantascientifico. Elemento che, per l’epoca a cui le opere rimandano, tende a consolidarsi prevalentemente in una invenzione scientifica. In molti casi trattasi di elementi pseudoscientifici. Su questo punto, come si è fatto in passato, si potrebbe dibattere a lungo e probabilmente si finirebbe anche per sconfinare nella quanto mai aperta questione delle “annessioni” improprie alla fantascienza. Ci limiteremo perciò, seguendo Van Herp, a ricordare che La Jarre de cristal, Les Tuers de Chinatown e Les Rendez-vous de Bengala contengono elementi, invenzioni scientifiche quindi, che giocano un ruolo minimo nell’economia della narrazione, e peraltro facilmente sostituibili da “segreti di ordine politico o militare”. Detto questo, rimangono da analizzare, seppur brevemente, tre domini. Nel primo, dove troviamo opere come Le Téléluz, La Prison de glace, Le Maître de la foudre, La Montagne des dieux, Le Gangster de l’air, questo elemento occupa un ruolo sì marginale, ma pur sempre insostituibile. Il secondo è più che altro occupato da racconti che strutturalmente sono legati all’invenzione. Ne sono esempio La Guerre des océans, Les Conquérant de l’abîme, L’Avion fantôme, L’Archipel de l’epouvante, Le Rayon Phi, La Corde d’acier, La Dernière affaire d’Alexandre Bullen, Le Maître de la banquise, L’Empereur du Pacifique. Infine il terzo raccoglie opere che possono rientrare a pieno titolo nel genere. Van Herp a tal proposito, per sottolinearne il carattere e la forza, dichiara espressamente che qui “Moselli viaggia a fianco di Wells e non più di Paul d’Ivoi”. Troviamo infatti in questo gruppo Le Voyage éternel, La Fin d’Illa, L’Ile des hommes bleus, Le Messager de la Planète e appunto La Cité du Gouffre. [...] "

Emilio Di Gristina

Ringrazio la gentile e preziosa collaborazione di Ernesto Vegetti

Scheda futuro europa n. 50 Elara libri

Saggistica
Editoriale
Report su "Fiuggi 2008" di Antonino Fazio
Postfazione a "La città sull'abisso" di Emilio Di Gristina
Regole per sopravvivere... di Giuseppe Panella
Recensioni
Dossier Connettivismo di Sandro Battisti
Breve introduzione al connettivismo di Sandro Battisti
Te lo do' io l'inedito 3 di Giovanni Mongini
Cinerecensioni di Gianni Ursini
Catalogo Ciclopico: Futuro dal 1963 a oggi di Ernesto Vegetti

Romanzi
L'uccisione del gatto di Schrödinger di Carlo Agricoli
Contatto di Bruno Vitiello

Racconti
L'erotodiagnosta di Pierre-Jean Brouillaud
La nuova epidermide modulare.... di Riccardo Gramantieri
Aspettando l'entropia di Vittorio Catani
I cinque files che non sconvolsero il mondo di Lorenzo Iacobellis
Dialogo dell'ultimo uomo e del suo robot di Davide Ghezzo
La città dell'abisso di José Moselli
Un'occhiata al passato di Franco Piccinini
Arco Iris de mi alma di Alessandro Fambrini
A. G. I. di Simona Ingrassia
Lezione di Storia di Marco Capitani
Genesi XXXII, 4 di Antonio Bellomi
I musici del mondo di Adalberto Cersosimo
Vado lontano ma conto di tornare di Laura Agostini
Il grande Ragnar di Massimo Lo Jacono
Un altro tempo, un altro luogo di Giovanni Mongini
La caduta dell'albatro di Antonino Fazio
Il viaggio di Capitan Aosta di Alberto Henriet
Sotto il deserto marziano di Miguel Antunes Malizia de Madariaga y Villanueva y Misenfazi
E un giardino fiorirà nel mio deserto di Donato Altomare
The Times of Toriv presenta... di Andre Coco
Men in Black di Fabio Calabrese
Si garantiscono sorprese di Maurizio Viano
E così la piazza più bella di Gianni Menarini
Farabutti Terranian di Lucius Schlinger
La costante di Eisenberg di Eugen Egner
Uekera di Stefano Sampietro
All'astrodromo Beppe Salvoldi non ci atterra... di Massimo De Angelis
Intorno alla corte dell'Impero Connettivo di Sandro Battisti
Che cosa è una Harley-Davidson? di Debora Montanari
Una fossa grande come il cielo di Renato Pestriniero
La caccia di Nino Salamone
Epilogo primo: la specie di Sandro Sandrelli
Il camion maledetto di Gianni Ursini
Notte sul mondo desolato di Daniele Vecchi
Snug di Bruno Lazzari
Sabbia di Barbara Signorini
Ognuno uno di Mauro Antonio Miglieruolo
L'incubo a otto cilindri di Pierfrancesco Prosperi
E lo chiamerò Emanuele di Jea-Pierre Fontana
Io sono una bimba piccola di Daniela Piegai
Rosso Delirio di Carlo Bordoni
L'arazzo di Anna Rinonapoli
Lo scrittore e l'abisso di Paolo Brera
Pelle dolce di Ketty Steward
Diverbio di Lino Aldani

La copertina è di Marta Barbieri.
Le illustrazioni sono di Alessandro Bani, Roberto Bonadimani, Giuseppe Festino, Nicola Carpanelli, Emilio Di Gristina e Karel Thole.
Collaborazione fotografica di Antonio Pini e Volmer Guaitolini.
Ricerche bibliografiche di Lino Aldani, Alessandro Fambrini e Ugo Malaguti.
Recensioni di Alessandro Fambrini, Riccardo Gramantieri e Giuseppe Panella.
Per le sezioni redazionali: Lino Aldani, Ugo Malaguti e Gabriele Fischer.
Ufficio stampa: Debora Montanari
Si ringrazia Sandro Battisti per la sezione connettivista.
Traduzioni di Emilio di Gristina, Stefano Lania, Francesco Rossi Marescalchi e Bruno Vitiello.

Elara libri

 
scrivi/leggi commenti [Commenti ] segnala segnala questo articolo
[Articoli correlati]
José Moselli, una pagina di fantascienza dimenticata - Futuro europa n. 46
José Moselli, Il messaggero del Pianeta - Futuro europa n. 49
link esterni [Risorse Web]
Elara libri
Questo articolo è stato letto da visitatori
 


Doc Moebius

Menù principale


© 2001 - URANIAsat - Testi e immagini sono di proprietà dei rispettivi Autori & Editori.