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Groc Léon
(1882-1956)


La fuite du radium
collection "LES X"


L'homme qui fait chanter
les astres
Le Masque, 1941


Le Maitre du soleil
Roman Atomique
Ed. Chantal, 1946


On a volé la Tour Eiffel
Ed. Rouffe ('30?)
Nouvelle collection Nationale


La Planète de Cristal
Ed. Janicott
roman fantastique


L'autobus evanoui
collection du lecteur
Ed. Cosmopolites, 1931

Pierre Versins (1923) psd Jacques CHAMSON

 

Groc Léon
Pierre Versins
da Encyclopédie de l'Utopie, des Voyages exraordinaires et de la Science-Fiction.
l'Age d'homme, Lausanne, 1972
trad. e adattamento Emilio Di Gristina

La nota "Enciclopedia dell'Utopia, dei Viaggi straordinari e della Fantascienza" di Pierre Versins è sicuramente un'opera colossale e a buon diritto un grande serbatoio di informazioni. Ma ciò che la contraddistingue dalle altre opere del genere è la maggiore attenzione e cura con cui Versins ha trattato, per debita scelta, biografie e bibliografie di autori europei. Non mancano comunque riferimenti anche corposi ad autori d'oltre oceano. I lettori della collana URANIA probabilmente lo ricorderanno per Le stelle ci amano (U. 103) o Fuochi d'artificio (U. 151). Abbiamo per l'occasione estrapolata, adattandola, la "scheda" relativa ad un autore, Groc Léon, poco conosciuto nel nostro paese se non per un paio di opere apparse nei primi anni del secolo scorso.

Scrittore popolare francese (1882-1956) con circa una quindicina di opere, dal 1913 al 1950, anni in cui pubblicò senza dubbio la sua migliore, in collaborazione con la sua compagna Jacqueline Zorn, L'Univers vagabond, nella collezione “Les Horizons fantastiques” (n. 2). univers vagabondCiteremo per prime, senza soffermarci, L'étrange alibi (verso il 1920, ripresa nuovamente nel Le bourreau fantôme nel 1927), La maison des mortes étranges (1923, divenuta nel 1930 La maison des morts), La fuite du radium (1944), Le gaz de démence (dans Science et Voyages, 1921), L'impossible rançon (1937), L'homme qui fait charter les astres (1941, curioso romanzo poliziesco-fantascientifico), Le Maître du Soleil (1946) e L'émetteur inconnu (con ancora Jaqueline Zorn nel 1949). Di On a volé la Tour Eiffel (ne l'Intransigeant, intorno al 1920) [Hanno rubato la Torre Eiffel!, 1924, Il Romanzo mensile anno XXII n.11, Corriere della Sera, Milano] e Le testament du professeur Triple G (intorno al 1938), noi ne conosciamo titoli e fama. Ma sei dei suoi romanzi, per vari motivi, sono importanti. Così ricordiamo della prima produzione, Ville hantée (1913, ripubblicata con il titolo La place maudite nel 1941) [La città stregata, 1920, I Racconti Misteriosi 7, Sonzogno, Milano] e L'autobus évanoui (1914), per l'aspetto tecnico e scientifico che l'autore da alle manifestazioni parapsicologiche. Ne L'autobus évanoui, un corpo semplice radioattivo ed un apparecchio adatto permette a diversi pensieri di entrare in risonanza, creando così una telepatia artificiale con la quale si può giocare alterandone la lunghezza d'onda psichica. Ne Le chasseur de chimères (1925) [Il cacciatore di chimere, 1929, Il Romanzo Mensile anno XXVII n. 3, Corriere della Sera, Milano], vi è il tema, non infrequente ai tempi, della disintegrazione nucleare, e non solamente atomica. Se le apparecchiature e la tecnica appaiono desuete, la teoria è descritta in modo molto preciso. La cité des ténèbres (1926), pubblicata inizialmente a puntate su Sciences et Voyages nel 1924 con il titolo Deux mille ans sous la mer) è già un romanzo più elaborato: discendenti dei Fenici vivono dall'antichità in un complesso immenso di grotte sotto il Mediterraneo e si sono adattati alla perenne oscurità. Nel 1930 infine appare quella che può essere definita una chiave d'opera per l'autore: La rivolte de pierres, divenuta nel 1941 Une invasion de Selénites: la vita sulla Luna è minerale e radioattiva, i crateri sono delle città (Tycho era la capitale) e i raggi che partono da essi sono radioattivi. Un norvegese, Frandt, riesce a costruire un apparecchio radio per entrare in contatto con i Seleniti e uno di essi giunge sulla Terra. Un uomo se ne impadronisce e, grazie alla forza di attrazione che impiegano i Seleniti nel periodo di veglia, essi attirano le pietre inerti, egli demolisce numerosi monumenti di Parigi, poi attacca le Alpi. Infine egli è sul punto di guidare la rivolta dei Seleniti. Ma ciò che è più interessante è che esse sono delle pietre viventi, l'autore scrive: ”Ciascuna di esse si muove efficacemente in una sola direzione…ma quando esse sono riunite si muovono nelle tre dimensioni dello spazio e nulla ferma il loro terribile potere…esse formano insieme un solo Selenita…” Questa potrebbe essere la prima Gestalt della fantascienza. Riguardo a La planète de cristal (1944), si tratta di un'opera nella quale l'autore anima esseri a due dimensioni, ma non va oltre: su una seconda Luna del nostro Globo, invisibile perché di un cristallo assolutamente liscio, vivono dei poligoni piatti che deperiscono. I loro colori impallidiscono e scompaiono quando l'uomo, essere a tre dimensioni, li tocca. Ma vi è una giustizia e i tre pionieri subiscono lo stesso destino ad opera di un essere a quattro dimensioni. Infine, questa lunga carriera di scrittore è coronata da L'univers vagabonde già menzionato, qui la ricchezza dei temi è grande e moderna tale da meritare una comparazione con opere anglosassoni dello stesso periodo, 1950 (prima dunque dell'apparizione della sciencefiction oltreoceano in Francia): una astronave parte in direzione di Alpha Centauri con più famiglie a bordo e dei cui discendenti un uomo solo dovrà attendere la morte lottando contro esseri minerali radioattivi che popolano il pianeta di arrivo. Si noterà, per concludere, che Léon Groc fu il solo autore con Jules Verne ad avere diritto ad un articolo (un necrologio a dire il vero) su Galaxie 1° serie, rivista alla quale egli aveva pubblicato la sua ultima opera di anticipazione, Le supréme exode (febbraio 1956).

Per le opere degli Autori citati, pubblicate in Italia, si rimanda al
Catalogo di E. Vegetti

5 febbraio 2005

 
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