“Il
Boom Inglese - Fantascienza dal 1950 al 1953"
di Mike Ashley
da Pulpdom, n. 26
del luglio 2001
traduzione
di Doc Moebius e Psycodany
Nel 1950,
i due primi "magazines" di fantascienza inglesi erano New
Worlds e Science-Fantasy.
New
Worlds apparve prima in un formato professionale nel 1946 ma l'edizione
chiuse dopo tre uscite. Un gruppo di fans e scrittori britannici vide
il "magazine" rilanciato su una base finanziaria più
robusta nel 1949 con la formazione della Nova Publications (1, ndt).
Dal sesto numero, datato Primavera 1950, New Worlds apparve con una
uscita regolare trimestrale. La base finanziaria più forte permise
a Nova di affiancare e pubblicare un nuovo periodico, Science-Fantasy
il cui primo numero apparve datato estate 1950. L'editore era Walter
Gillings, il pioniere dei "magazines" di fantascienza britannici,
che aveva lanciato Tales of Wonder nel 1937, e Fantasy, di vita breve,
dopo la Guerra, della quale Science-Fantasy era una continuazione nel
genere se non nel nome. Dopo soli due numeri, tuttavia la Direzione
di Nova Publications ritenne più economicamente vantaggioso che
John Carnell, l'editore di New Worlds, fosse l'editore di entrambi i
periodici, così lui prese il controllo di Science-Fantasy dal
terzo numero. Ciò fu un vero colpo per Gillings che si sentì
tradito dal fandom. Questo, e un lutto familiare, significò per
lui voltare le spalle alla fantascienza per venti anni, ma noi l'incontreremo
di nuovo sul finire degli anni sessanta.
Per un periodo New Worlds e Science-Fantasy, pubblicarono lo stesso
genere di fantascienza, sebbene New Worlds era incline a seguire la
sf tradizionale, alla maniera di Astounding, mentre Science-Fantasy
era meno restrittiva. Entrambi i periodici ebbero bisogno di un tempo
per stabilizzarsi e poter contare su un gruppo di scrittori. In quel
momento facevano affidamento su autori che, per gran parte avevano fatto
le loro prime pubblicazioni in America. Alcuni, come John Beynon Harris
(che apparve per breve tempo come John Beynon prima di utilizzare lo
pseudonimo di John Wyndham), scriveva sf da venti anni, altri, inclusi
Arthur C. Clarke, Sydney J. Bounds, Peter Phillips, John Christopher
e A. Bertram Chandler, avevano iniziato negli anni quaranta.
Entrambi questi periodici sarebbero rapidamente divenuti la base della
fantascienza di qualità in Inghilterra, e ne darò in seguito
un'analisi più esaustiva. Prima però dobbiamo considerare
tutto quello che stava emergendo nel panorama editoriale nel 1950.
Quell'anno si assistette al dilagare delle pubblicazioni di fantascienza
in Inghilterra come in America, sebbene la crescita in America era rappresentata
dai "magazines" mentre in Inghilterra fiorivano i "paperback".
Entrambe le economie si stavano risollevando dalla Guerra ed entrambe
le culture stavano reagendo al nuovo mondo atomico nello stesso modo.
Ancora, mentre l'Inghilterra avrebbe potuto essere la patria della fantascienza
sotto H. G. Wells, questo fatto non fu più tenuto in grande considerazione.
La crescita del genere fantascientifico non subì un naturale
sviluppo in Inghilterra. Fu solamente un riflesso di quello che stava
accadendo in America. Qualunque cosa fosse là popolare, gli inglesi
cercarono di imitarla e nel caso della fantascienza divenne un disastro
letterario.
Le restrizioni dell'importazione durante la guerra erano ancora in atto,
e gli editori Inglesi cominciarono a pubblicare imitazioni dei "paperback"
americani, di solito concentrandosi sulle stesse cose che vendevano
bene poco prima e specialmente durante la Guerra, indirizzandosi prevalentemente
ad un pubblico maschile. In cima alla lista vi erano i racconti dei
gangster e del crimine spietato nello stile di Peter Cheyney e James
Hadley Chase il cui "No Orchids for Miss Blandish" (Jarrolds,
1939) fu un bestseller durante la guerra. Il genere Western era molto
popolare e, dal 1950, quegli stessi editori iniziarono a pubblicare
fantascienza.
C'erano già edizioni inglesi delle ristampe dei "magazines"
americani. Astounding SF aveva una regolare edizione inglese dall'agosto
del 1939, e sebbene ridotta rispetto alla pubblicazione originale americana,
era riuscita ad apparire mensilmente durante tutto il periodo della
Guerra e andò avanti così fino al 1963. Le altre edizioni
inglesi di ristampe dei "magazines" Americani cominciarono
a apparire dal 1949 in poi, incluse Startling Stories, Thrilling Wonder
Stories, Super Science Stories, Amazing Stories e Fantastic Adventures.
La maggior parte di queste erano pubblicate dalla Atlas Publications
che ristampò Astounding, sebbene altre vennero pubblicate da
Thorpe & Porter di Leicester e da Pembertons di Manchester, entrambi
distributori e librai prima della guerra che sapevano che c'era un pubblico
per i "magazines" americani.
Tutti questi titoli ristampati vendettero bene, e un numero di editori
inglesi opportunisti decisero di appropriarsi di una fetta di questo
mercato. Sfortunatamente, pochi di questi avevano una reale idea di
cosa fosse la fantascienza, in parte dovuta alla mancanza di qualsiasi
tradizione dei "magazines" di fantascienza in Inghilterra.
Molti degli scrittori ed editori che furono chiamati a produrre fantascienza,
e che non facevano parte della cerchia della sf, fecero ricorso ai loro
ricordi di letture passate, che erano prevalentemente quelle lette in
gioventù nelle riviste per ragazzi negli anni venti e trenta.
Se loro avessero fatto una qualsiasi ricerca essa sarebbe stata infatti
fra il materiale di seconda mano prontamente reperibile precedente alla
guerra come i "pulps" americani o i classici della fantascienza
di Wells, Verne e Doyle, adesso vecchi di mezzo secolo. Questi piccoli
editori di "paperback" potevano anche reagire prontamente
alle fluttuazioni del mercato e quando loro notarono che la fantascienza
vendeva bene vi si lanciarono immediatamente. Per sfruttare questa onda
di interesse questi editori si rivolsero ai loro autori più veloci
per "trasformare" storie in fantascienza, e i "paperback"
che ne risultavano erano spesso racconti del vecchio West ambientati
nello spazio, con eroi audaci che combattevano mostri, liberando damigelle
in pericolo e saltando da un pianeta all'altro.
Questo ricordava tristemente quanto accadeva alla fantascienza americana
nel 1931, quando gli editori dei "pulps" cavalcarono l'onda
del successo che quelli di Gernsback stavano realizzando. La fantascienza
americana aveva superato tutto questo attraverso le opere di F. Orlin
Tremaine e John W. Campbell. L'Inghilterra avrebbe dovuto imparare la
stessa lezione. Forse fortunatamente, tutto ciò si concluse nello
spazio di due o tre anni, ma fu un periodo che avrebbe visto la pubblicazione
di una parte della peggiore fantascienza mai scritta portando uno stigma
e un'immagine al genere che impiegò molto tempo per essere dimenticato.
La prima a entrare nella mischia fu la John Spencer & Co., una compagnia
guidata da Maurice Nahum e Samuel Assael nello Shepherd's Bush del West
London. Essa era stata fondata alla fine del 1947 e pubblicava soprattutto
western e storie di gangster. Assael, il partner principale che fece
anche da redattore, era consapevole del mercato crescente della fantascienza
e decise di lanciare non uno ma quattro "magazines" di fantascienza.
Il primo ad apparire fu
Futuristic
Science Stories nell'aprile del 1950, sebbene questo e tutti gli
altri periodici erano non datati. A questo fece seguito Words of
Fantasy nel giugno del 1950, Tales of Tomorrow nel settembre
e Wonders of the Space-ways nel febbraio del 1951. I numeri apparvero
in modo irregolare a seconda della disponibilità della carta
e delle scelte "capricciose" degli editori, ma il più
regolare fu Futuristic che mantenne una cadenza quasi trimestrale.
I periodici erano indistinguibili l'uno dall'altro, a parte che dal
titolo. Furono pubblicati nel formato standard dei "pocketbook",
e non presentando note editoriali potevano essere scambiate come antologie
occasionali di materiale nuovo in edizione economica. Le cover monotone
e scialbe erano opera di Gerald Facey, sebbene i successivi numeri presero
vita con disegni ricchi d'azione di Norman Light, e quelli inspirati
al mondo dell'aeronautica di Gordon C. Davies.
Assael
mostrò poca oculatezza nella scelta della narrativa. Era interessato
solamente a riempire un numero e rispettare i tempi di stampa. I numeri
tendevano a essere riempiti con le opere di uno o due autori che lavoravano
sotto diversi pseudonimi poiché solamente producendo opere a
un ritmo frenetico gli autori portarono la Spencer ad un prezzo di dieci
scellini ogni mille parole (che era circa un quinto di centesimo a parola).
Un numero standard era di circa 30.000 parole così che la pubblicazione
costava solamente £15. Alcuni autori nell'ambito dei "paperback"
riuscirono a negoziare una tariffa più alta, sebbene mai più
di quindici scellini ogni mille (parole).
I primi numeri di Futuristic, Tales of Tomorrow e Worlds of Fantasy
furono scritti quasi solamente da tre scrittori: Norman Lazenby, Sydney
J. Bounds e John F. Watt. Watt aveva prodotto romanzi di gangster per
la Spencer e non aveva mai scritto prima alcun racconto di fantascienza.
Lazenby produsse soprattutto romanzi di gangster, e si rivolse più
tardi a quelle di western. Solamente Bounds (e in una minima parte Lazenby)
aveva una conoscenza della fantascienza. Bounds era un scrittore capace,
sebbene queste prime storie sono state del tutto dimenticate. Tutte
le storie erano di prima mano, bozze senza revisione. È poco
probabile che Assael le abbia mai lette.
Gli scrittori non ci misero molto a capire che si trovavano davanti
ad una serie scadente di periodici, e qualsiasi scrittore con un minimo
di rispetto per se stesso li evitò. In alternativa, altri andarono
alla ricerca di denaro facile che fu loro offerto per il tipo di narrativa
che loro meritarono. Nel secondo Futuristic Science Stories, Lazenby
toccò il fondo con "Plasma Men Bring Death", ambientato
su un pianeta Terra in miniatura Earthkin invaso dallo spietato bandito
Arturo Korlin e i suoi Uomini Plasma. Quello stesso numerò conteneva
"Vultures of the Void" di Sydney J. Bounds che scrive come
Clifford Wallace, raccontando le imprese eroiche del Capitano Starlight
e del suo compagno Tubby Masters.
Non
vi è dubbio che questi "magazines" contenessero la
peggiore fantascienza mai pubblicata, e probabilmente il peggiore scrittore
di fantascienza nella figura di Barney o Edward Ward. Ward, alla cui
identità non si è risaliti, produsse almeno quattro storie
per la Spencer, incluso Afthermath (Tales of Tomorrow #2 , [Gennaio]
1951), una storia sull'olocausto post-nucleare di una umanità
che fronteggia mutazioni deformi. Questa storia mostra una assenza completa
di conoscenza di qualsiasi elemento scientifico, come dimostra il riferimento
a mettere i bambini deformi in "concubine" piuttosto che in
incubatrici (2 ndt). Pirates of the Black Moon (Futuristic Science Stories
#7, [Primavera] 1952) conferma la mancanza totale della conoscenza dello
spazio di Ward. Questa storia fu ampliata più tardi nella novella
Pirates of Cerebus (Gannet Press, 1953) sotto lo pseudonimo il Bengo
Mistral, riconosciuto da Philip Harbottle come peggiore romanzo di fantascienza
mai pubblicato.
Questo non era un buon terreno di addestramento per i nuovi scrittori,
e non sorprende così che quei pochi che apparvero in quelle pagine
apparvero anche altrove. È altresì sorprendente che scrittori
come Sydney J. Bounds e Lan Wright non apparvero affatto in queste pagine.
Wright imparò rapidamente la sua lezione. La sua prima vendita,
"Heritage", una storia di tattiche di guerra spaziale appena
leggibile, apparve in Futuristic Science Stories #6 (Inverno 1952) e
lui vendette loro un'altra mezza dozzina di storie prima di passare
a New Worlds per divenire uno dei suoi migliori scrittori degli anni
cinquanta. Infatti Wright è l'unico esempio di uno scrittore
che debuttò nei periodici della Spencer e riuscì a passare
a cose migliori.
Così probabilmente non sorprende quel R. Lionel Fanthorpe, che
sarebbe divenuto lo scrittore più prolifico di fantascienza e
storie soprannaturali dell'Inghilterra negli ultimi anni cinquanta e
nei primi anni sessanta, apparve inizialmente in Futuristic. Fanthorpe
era un abile scrittore, e possedeva un'immaginazione molto fertile,
ma la mancanza totale di domanda di qualità della Spencer significò
che Fanthorpe non ebbe nessun bisogno di migliorare ulteriormente la
sua prima opera giovanile Worlds Without End (Futuristic Science Stories
#6, [Inverno] 1952, psd Lionel Roberts, scritto quando aveva sedici
anni. Andò avanti producendo lo stesso tipo di lavori con molto
slancio per altri quattordici anni.
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1 >
1 Novae
Terrae era il nome dato alla fanzine di Maurice K. Hanson; essa fu in
seguito rilevata nel 1939 da John Carnell che, anglicizzandone il titolo
in New Worlds, ne fece l'organo ufficiale della SFA. Il primo numero
doveva uscire nel Marzo del 40 ma apparve solo nel luglio del 46.
Non
vi furono grosse vendite e la stessa cover probabilmente non ha aiutato
le vendite. Sembra che non piacesse nemmeno a J. Carnell. In seguito
il numero fu riproposto con nuova cover (la stessa del numero 2) che
è in effetti una rielaborazione di una nota cover di Astounding
(luglio del 37) e, riportando quanto afferma G. Montanari, con "...aggiunta
di peso un'astronave presa in prestito da Amazing (un numero del 1938),
e lo schizzo venne affidato a Victor Caesari per l'esecuzione finale,
risultando così una illustrazione molto simile a quelle presentate
dalla prima Urania..." Ma mentre i primi due numeri vendettero
bene, dal terzo numero le vendite scesero vertiginosamente e New Worlds
riapparve, con il n. 4, sotto l'ala della Nova Pubblication Ltd.
2 La notazione
è giocata sui termini "concubines" e "incubators"