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"Diaspora a cura di Riccardo Valla"
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Diaspora
a cura di R. Valla



Urania n. 1460

Diaspora è quanto di più vicino alla fantascienza "classica" è stato scritto da Egan sia come visione d'insieme sia come singoli episodi. Il concetto generale è la "storia futura" cara ad autori come Anderson o Heinlein ed Egan progressivamente inserisce le sue opere in una stessa cornice temporale, che vede l'uomo raggiungere l'immoralità mediante la trasformazione in programmi coscienti all'interno di un computer; con l'immortalità sorgono problemi di genere nuovo, come l'assicurarsi la sopravvivenza da possibili catastrofi stellari (il tema centrale di Diaspora).
I legami con la fantascienza classica continuano quando si considera la vicinanza alle "edisonate" di E.E. Smith e J.W. Campbell: anche Diaspora è una storia di "super-scienza" e di inventori alla maniera di Edison: una serie di avventure in cui incappano i protagonisti grazie a una successione di invenzioni scientifiche. Si ha però l'impressione che Egan abbia scritto la storia in quel modo "classico" per dire una parola conclusiva su alcuni vecchi temi della fantascienza. A parte i suoi alieni - i "tappeti" - che per alcuni versi ricordano il mare del Solaris di Stanislaw Lem e a parte le geometrie in più dimensioni che ricordano un famoso racconto di Heinlein, uno dei temi a più ampio respiro a cui si accosta Egan è quello della longevità, che per lui è accettabile in due modi: o per affronatre lunghissime ricerche, o a patto di cambiare continuamente, diventando una persona sempre diversa, tanto che uno dei personaggi commenta di sentirsi un lontano pronipote del suo Io originale. Il secondo è il problema delle copie - dei "cloni" che oggi paiono tanto preoccupare - dello stesso individuo. A partire dal momento in cui si separano, i due "gemelli" hanno esperienze diverse e secondo Egan finiscono in breve tempo per diventare persone diverse.
La visione di Egan è però molto più vasta di quella dei romanzi dei "super-scienza" degli Anni Trenta. A parte il fatto che i protagonisti di Smith e Campbell si trovavano costantemente coinvolti in qualche guerra (con quella che per Egan è una "mentalità da batterio") la scala delle vicende è enorme: le centinaia di anni si trasformano presto, e senza sforzo, in milizia e milioni di anni). Una scala che ha fatto pensare allo Stapledon di Infinito e del Costruttore di stelle.




Moebius

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