Diaspora
è quanto di più vicino alla fantascienza "classica"
è stato scritto da Egan sia come visione d'insieme sia come singoli
episodi. Il concetto generale è la "storia futura"
cara ad autori come Anderson o Heinlein ed Egan progressivamente inserisce
le sue opere in una stessa cornice temporale, che vede l'uomo raggiungere
l'immoralità mediante la trasformazione in programmi coscienti
all'interno di un computer; con l'immortalità sorgono problemi
di genere nuovo, come l'assicurarsi la sopravvivenza da possibili catastrofi
stellari (il tema centrale di Diaspora).
I legami con la fantascienza classica continuano quando si considera
la vicinanza alle "edisonate" di E.E. Smith e J.W. Campbell:
anche Diaspora è una storia di "super-scienza" e di
inventori alla maniera di Edison: una serie di avventure in cui incappano
i protagonisti grazie a una successione di invenzioni scientifiche.
Si ha però l'impressione che Egan abbia scritto la storia in
quel modo "classico" per dire una parola conclusiva su alcuni
vecchi temi della fantascienza. A parte i suoi alieni - i "tappeti"
- che per alcuni versi ricordano il mare del Solaris di Stanislaw Lem
e a parte le geometrie in più dimensioni che ricordano un famoso
racconto di Heinlein, uno dei temi a più ampio respiro a cui
si accosta Egan è quello della longevità, che per lui
è accettabile in due modi: o per affronatre lunghissime ricerche,
o a patto di cambiare continuamente, diventando una persona sempre diversa,
tanto che uno dei personaggi commenta di sentirsi un lontano pronipote
del suo Io originale. Il secondo è il problema delle copie -
dei "cloni" che oggi paiono tanto preoccupare - dello stesso
individuo. A partire dal momento in cui si separano, i due "gemelli"
hanno esperienze diverse e secondo Egan finiscono in breve tempo per
diventare persone diverse.
La visione di Egan è però molto più vasta di quella
dei romanzi dei "super-scienza" degli Anni Trenta. A parte
il fatto che i protagonisti di Smith e Campbell si trovavano costantemente
coinvolti in qualche guerra (con quella che per Egan è una "mentalità
da batterio") la scala delle vicende è enorme: le centinaia
di anni si trasformano presto, e senza sforzo, in milizia e milioni
di anni). Una scala che ha fatto pensare allo Stapledon di Infinito
e del Costruttore di stelle.