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"James White, un medico mancato" a cura di Moebius
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James White
un medico mancato di Moebius



J. White

James White, un medico mancato

La storia della fantascienza è, indipendentemente dalle scelte nosografiche, anche una viaggio da percorrere attraverso gli autori che, più o meno profondamente, ne hanno influenzato il corso. Fin qui nulla di nuovo a dire il vero, ma ci sono autori che, pur avendo apportato un contributo non indifferente, appaiono meno noti e spesso sono diventati del tutto dimenticati. Magari non a tutti, ma probabilmente li si ricorda perchè legati a qualche romanzo di URANIA o a qualche aneddoto e/o mistero più o meno curioso e irrisolto nel mondo della sf. Mi viene in mente a questo proposito il caso di Franco Enna legato al numero 73 della collana URANIA con il romanzo L'Astro Lebbroso o, rimanendo nell'ambito dell'italian style anni '60, di Ornella De Barba alias Marren Bagels (Gli Infiniti Ritorni su URANIA n. 272). Ad accrescere comunque l'effetto del tempo e dell'oblio è anche spesso una certa posizione critica che vuole necessariamente, forse oggi meno, mantenere nell'ambito della sf una netta separazione fra quella americana e quella inglese ritenendo, troppo spesso ingiustamente, la prima degna di migliori fortune. Non mi addentro sulla posizione che occupa la fantascienza italiana!
J. White appartiene a quella fascia di scrittori che sembrano essere stati toccati da tale effetto. Ai lettori di URANIA non è certo nuovo cover URANIA n. 309(ad es. Vita con gli Automi, Second Ending, 1963, su URANIA n. 309 o Incontro nell'abisso, The Watch Below, 1966, su URANIA n. 1011) e spesso nelle prefazioni o brevi editoriali il suo nome viene associato al ricordo del "medico mancato". Nato a Belfast nel 1928, J. White è spesso conosciuto infatti per le storie legate ad un gigantesco Ospedale intergalattico e alla sua passione per gli studi di medicina. Il suo esordio come scrittore di sf però avviene nel '53 con la pubblicazione del racconto Assisted Passage sulla rivista New Worlds di John Carnell che nell'aprile del '54 pubblica The Sentinel di Arthur C. Clarke (per inciso nel marzo del '53 Hugo Gernsback tenta di lanciare la nuova testata Science Fiction plus diretta da Sam Moskowitz con Frank. R. Paul come direttore artistico). Ma qualche anno dopo James White inizia la stesura di una serie di racconti, antologie che costituiranno appunto il ciclo più famoso dell'autore ovvero i racconti sul "Settore Generale", l'Ospedale Galattico che lo rese famoso. cover COSMO ORO NORD n. 191Quest'opera è stata di recente pubblicata dalla editrice Nord con il titolo Stazione Ospedale per la serie Cosmo Oro. In breve si tratta delle vicissitudini del dott. Conway alle prese con problematiche mediche, e non solo, legate alle differenti anatomie e fisiopatologie aliene. Non si tratta certo di un compendio di Anatomia e fisiologia comparata ma J. White, con notevole ironia e quasi con estrema naturalezza, si muove all'interno dei 384 livelli del grande colosso relagandoci delle ottime pagine di classica sf. Basterebbe a questo proposito il caso del dinosauro Emily che impegna il Dott. Conway (manca il primo nome) e l'extraterrestre Prof. Arretapec, che Conway porta a spasso per la stazione ospedale sulla spalla.cover New Worlds n. 77
( New Worlds sf n. 77, coll. ne Riccardo Valla
).
Il romanzo, che si avvia con un ottimo incipit, segue due linee fondamentali, una quella del vissuto psicologico del giovane medico protagonista e l'altra delle forme extraterrestri. Ma su un altro piano di lettura emerge la differente visione di J. White dell'elemento estraneo e le problematiche legate alla necessaria convivenza di differenti razze. Peraltro, come ritroviamo in altri scrittori come ad es. Stanley G. Weinbaum e con maggiore forza, il dialogo con l'extraterrestre appare fondamentale, differentemente dalla precedente visione nella sf della quale era elemento da sconfiggere con ogni mezzo. Un posto a parte occupa forse in tal senso I Visitatori occulti, The Secret Visitors, 1957, su Futuria Zellitti Editore. Potremmo ricordare nell'ambito della sf inglese opere precedenti come Il risveglio dell'abisso di John Wyndham. La tematica della relazione con gli alieni è ripresa anche in un altro romanzo di J. White, Incontro nell'abisso, The Watch Below, 1966, dove i superstiti di una nave affondata vengono salvati da una razza aliena (termine che come direbbe White appare improprio). Non meno interessante anche Il Sogno del Millennio, The Dream Millennium, 1974, che vede un medico, con altri passeggeri di una nave spaziale, ripercorrere in ibernazione la storia dell'umanità.
Ritornando a Stazione Ospedale, ricordo quanto scrive Riccardo Valla nella introduzione al romanzo "...Nella formulazione di White il sistema è divenuto così ben congegnato da non avere indotto nessun altro scrittore a perfezionarlo, e resta tuttora il più plausibile di quanti ne siano stati immaginati..." (1)

(1) da James White e la fantascienza inglese di Riccardo Valla su Stazione Ospedale, J. White, Ed. Nord, Classici della fantascienza, Cosmo ORO, trad. di Gianluigi Zuddas, 2002

Moebius, settembre 2002

ringrazio Riccardo Valla per la simpatia e collaborazione



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