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Greg
Egan DISTRESS
Riccardo Valla
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Greg Egan DISTRESS
Urania pare
intenzionata a divenire l'editore di Greg Egan e avere vinto qualche esitazione
legata al timore che risultasse "un po' troppo difficile per il lettore":
dopo avere pubblicato la raccolta Luminous l'anno scorso e l'attuale Distress,
Lippi mi diceva di voler presentare due suoi nuovi libri "abbastanza
in fretta", e il primo potrebbe uscire entro la fine dell'anno (non
abbiamo ancora stabilito la data di consegna della traduzione; anzi, non
so neppure il titolo).
Naturalmente è un autore "difficile", ma secondo me è
un tipo di difficoltà abbastanza accettabile. È la difficoltà
tipica della fantascienza che si muove tra le nuove idee scientifiche.
Ai suoi tempi, Verne non era meno difficile di Egan, fatte le proporzioni,
quando spiegava la gravità e l'accelerazione ai suoi lettori di
fine Ottocento; qualche giorno fa guardavo una copia di Hector Servadac
e mi sono imbattuto in riflessioni abbastanza complicate sul peso di un
uomo sulla luna e sugli altri pianeti, sui pesi che può sollevare,
i salti che può compiere. Le descrizioni di Egan sulla rianimazione
cellulare o sulla teoria del tutto non sono molto più difficili
da capire: per trovare le possibili falle nel discorso di Egan occorre
uno specialista, ma un lettore mediamente informato non ha difficoltà
a capire che cosa intenda dire l'autore, anche se non conosce qualche
particolare.
Ma questo vale anche per tanti altri scrittori.
Distress
è un romanzo complesso, con varie storie che si intrecciano e che
sembrano staccate tra loro, ma che alla fine si congiungono entro una
visione comune. Inizia con un bozzetto grandguignolesco, in un laboratorio
di patologia, tra bottiglioni di sangue artificiale che schizza dappertutto,
elettrodi e un cadavere da rianimare: pura frankenscienza, per usare un
termine coniato dall'autore. Si passa poi alla vita quotidiana di Andrew
Worth, giornalista scientifico che con il suo "occhio TV" e
la sua console produce documentari scientifici: uno studio televisivo
in un sol uomo.
Andrew sta terminando un suo programma sugli eccessi delle biotecnologie
e per suo successivo lavoro gli viene proposta l'alternativa tra un reportage
su "Distress" - una nuova malattia mentale che crea invivibili
crisi d'angoscia - e un congresso di fisica teorica che si svolge in un
isolotto artificiale anarchico e fuorilegge che si rifiuta di pagare royalty
alle multinazionali delle biotecnologie.
Il congresso è sulla "teoria del tutto", uno sviluppo
della relatività generale einsteiniana. Al congresso verranno messe
a confronto le teorie dei tre fisici più importanti e la teoria
più corretta sembra essere quella di Violet Mosala, una scienziata
sudafricana poco più che ventenne ma già Premio Nobel. I
colleghi criticano la sua teoria (una variante del "principio antropico")
perché "è fatta un po' troppo su misura per le costanti
fisiche dell'universo esistente" ma le contestazioni più pericolose
vengono dall'esterno del campo universitario: l'idea stessa di una teoria
scientifica che dia la spiegazione di "tutto" è presa
alla lettera e contrastata da vari gruppi politico-religiosi convinti
che finirebbe per spegnere la libertà dell'uomo. Un gruppo in particolare,
pur di evitare una simile teoria, è disposto a eliminare fisicamente
i tre scienziati. La situazione è ulteriormente complicata dal
fatto che Violet vuole approfittare del congresso per annunciare la sua
ostilità contro la politica delle multinazionali che dominano il
mercato delle biotecnologie.
Questo per dare un'idea del romanzo. Alcune parti sembrano legare poco
con le altre - per esempio le prime parti sulle biotecniche con la parte
che si svolge su Senza Stato, l'isola anarchica, e al congresso - ma in
realtà c'è un filo che le collega tutte e che si potrebbe
sommare in una considerazione: "noi siamo schiavi delle nostre molecole".
Lo è Daniel Caolini, ucciso dal fratello ma "riattivato"
a forza di molecole antiossidanti e bloccanti dei canali calcio e costretto
a rivivere la propria morte, lo è il protagonista Andrew Worth
quando, colpito da un'arma bio-ingegnerizzata che prende la forma di un
nuovo tipo di colera, riflette come bastino poche molecole per trasformare
il suo intestino nel suo peggiore nemico, costringendolo a disidratare
il suo corpo, mentre la ragione assiste impotente, e lo sono le vittime
del Distress, che si rifugiano nella follia perché hanno improvvisamente
la stessa visione di Andrew e l'intera realtà materiale è
diventata per loro solamente memento di caducità e angoscia di
morte.
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